INTRODUZIONE

SE AVETE FAME SALTATE QUESTA PAGINA...

Gli Ingredienti della Vita

  

Abbiamo tutti un primo ricordo “eclatante” di palato. Il cibo fa parte di noi. Una parte importante. Io penso che sia vero che “siamo quello che mangiamo”. Prima di imparare a cucinare si impara a mangiare.

La prima emozione di cui ho memoria che riguarda il cibo risale alla mia primissima infanzia, quando in una tiepida mattinata primaverile tirai la gonna a mia nonna, affaccendata in cortile a stendere la biancheria. <<Nonna, ho fame!>> le dissi, e seguendola mentre rientrava in casa probabilmente ripetevo la stessa frase con l’insistenza di tutti i bambini rompipalle sotto i cinque anni. <<To! quest chi l’è bun!>> mi disse lei in un milanese che fatico a ripetere esattamente, porgendomi un pezzo di pane. 

Se ricordo questo antefatto è perché diedi un morso a quel pezzo di “michetta” morbida, nonostante un po’ di scetticismo mentre la portavo alla bocca; non era altro che pane olio e sale. La mia fame da bambino trovò un’emozione  talmente intensa in quel gusto che ancora oggi, a distanza di cinquantacinque anni, per me è uno dei sapori più buoni al mondo.

Il pane era semplice, l’olio era di un frantoio ligure di cui al tempo si faceva scorta una volta all’anno ed il sale era NaCl.

Non apprezzi le cose sofisticate se non impari prima a conoscere quelle semplici.

Quindi, la lezione che poi mi è stata ripetuta dai tanti maestri che hanno cercato di insegnarmi qualcosa, è di curare ed amare gli ingredienti. Anche se non basta mettere insieme delle cose buone per avere qualcosa di buono, è sicuramente un punto di partenza irrinunciabile. 

La scelta di puntare su birre solo artigianali e solo di produzione italiana non poteva non riflettersi, come lo stile di vita preferito da una comunità o da una famiglia, o, come nel nostro caso, da una piccola impresa, su tutte le azioni, tutti i comportamenti e tutto il modo di apparire di fronte al cliente. Quindi anche in cucina. O meglio: il piccolo laboratorio che umilmente supporta il “bere”.

Questo significa utilizzare prodotti del territorio, ingredienti di stagione e cercare di fare tutto in casa artigianalmente.

Non siamo sofisticati - anche se lo vorremmo e ci proviamo - ma almeno siamo genuini e, come le birre, sinceri! In questa chiave ho scelto, nell’esporre il nostro menù di cucina, di dare un taglio leggermente differente a quello riguardante I Nostri Rompidigiuno con lo scopo di raccontare come li facciamo piuttosto di che cosa sono. Perché  il come è molto importante. Non meno del cosa.

 

Vuoi suggerirci qualcosa sulla cucina? Scrivici: emanuele@isoladellabirra.com